Limbo (2010)
Un mondo monocromatico, visto attraverso un vetro appannato, accoglie un bambino alla ricerca della sorella. Non ci sono spiegazioni: solo il silenzio di una foresta che sfocia in città abbandonate e zone industriali. Il piccolo protagonista è vulnerabile, fragile. Per sopravvivere tra creature predatrici e trappole tese da bande di bambini simili a quelle del Signore delle Mosche, deve interagire con l'ambiente usando la fisica. Due tasti per saltare o agire, spostando oggetti e azionando leve in un percorso diviso in 24 capitoli senza soluzione di continuità. Un puzzle platform dove il pericolo è costante e l'orrore è psicologico.