You Have to Win the Game (2012)
L'estetica urla anni '80: grafica CGA a quattro colori e suoni metallici da PC speaker, con tanto di simulazione del monitor CRT. In questo platform sotterraneo non conta quanto corri, ma quanto esplori. Ti muovi tra stanze interconnesse, tra trappole letali, vegetazione strana e teletrasporti che stravolgono lo spazio. Il percorso è un labirinto non lineare; trovi un oggetto qui per sbloccare una zona là, rischiando di chiuderti altre strade. I collezionabili scandiscono l'avanzamento in percentuale. Puoi affidarti ai salvataggi contrassegnati da una campana o lanciarti nella modalità permadeath. Una sola vita. Niente sconti.