Osmos (2009)

Muoversi costa caro in Osmos: ogni accelerazione consuma parte della propria massa sotto forma di goccioline. Il controllo ricorda Asteroids; si punta la direzione e si spinge per scivolare nel vuoto, cercando prede più piccole da assorbire per crescere. Se si tocca qualcosa di più grande, è finita. Gli ambienti chiusi ospitano diverse sfide: cacce aggressive a singoli organismi, sopravvivenza in spazi affollati o orbite lente attorno a masse enormi. Verso la fine appare l'antimateria, che ribalta le regole della crescita. Per non sprecare fluido nelle manovre più millimetriche, si può manipolare la velocità del tempo.