Extensor
Sfrecciare sul pianeta Spazm a bordo di una light cycle richiede riflessi d'acciaio e una gestione millimetrica dello spazio. In questo torneo futuristico l'obiettivo è brutale: non schiantarsi contro i muri né tagliare le scie lasciate dagli avversari. La visuale in prima persona domina la scena, affiancata da uno scan a lungo raggio e una mappa zenitale per monitorare ogni movimento nell'arena. Prima di partire si decide tutto, dalla velocità costante o variabile fino al numero di droni avversari, massimo sei. Si può persino manipolare l'aggressività dell'IA o densità degli ostacoli sul tracciato. Un test di nervi e precisione.