Dear Esther (2012)

Venti gelidi e una solitudine opprimente. Ci si ritrova a camminare tra le rocce di un'isola desolata nelle Ebridi Esterne, guidati solo dalla voce di un narratore che svela, frammento dopo frammento, il dramma di un incidente stradale. Non ci sono combattimenti, né missioni: solo un percorso lineare diviso in quattro capitoli verso una torre radio. Il ritmo è lento, scandito da musiche classiche che amplificano il senso di isolamento. Si esplora, si nuota se possibile e si ascolta. Un viaggio fatto di ricordi e silenzi dove l'unico vero obiettivo è dare un senso a quel luogo remoto.