Close Combat: First to Fight (2005)

Beirut diventa un campo di battaglia urbano dove guidare un team di marine. In questo sparatutto in prima persona non conta solo la precisione dell'M16A4 o la potenza di un RPG-7, ma anche la testa dei nemici. I combattenti reagiscono al fuoco seguendo un modello psicologico ereditato dalla serie Close Combat: se pressati troppo, si rannicchiano o scappano. Per sbloccare le situazioni più critiche si possono richiedere raid aerei e colpi di mortaio. La campagna si affronta in cooperativa fino a quattro persone oppure ci si sfida nel deathmatch multiplayer.